Blog dell'Efficientamento Energetico per le Aziende

L’efficienza energetica nella climatizzazione delle strutture sanitarie

Scritto da Industriale Viessmann | 22 maggio 2019

I sistemi Variant Refrigerant Flow, specie se configurati per il recupero del calore, sono soluzioni efficienti e particolarmente indicate per creare le condizioni di comfort ottimali in ospedali e RSA.

Gli edifici del settore sanitario sono grandi consumatori di energia termica ed elettrica a causa della loro specificità: il dover garantire ai pazienti/degenti servizi 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.
Proprio questa caratteristica “penalizzante”, tuttavia, consente alle strutture sanitarie di ottenere importanti risparmi effettuando interventi di efficientamento sulle utenze energetiche essenziali come il riscaldamento, il condizionamento e l’illuminazione (leggi la "Guida all’efficienza energetica nelle RSA").

La climatizzazione degli ambienti, in particolare, è responsabile di buona parte del consumo elettrico del settore sanitario in relazione dei grandi volumi da riscaldare e raffrescare. 
Il livello di isolamento termico dell’edificio è un elemento di primaria importanza, ma anche l’impianto di climatizzazione (o condizionamento), che si occupa di riscaldare e raffrescare, ventilare, umidificare o deumidificare l’aria, fa la differenza. 

È l’ambito delle tecnologie HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning), particolarmente “critiche” in una struttura sanitaria perché, oltre al comfort termoigrometrico, si devono assicurare condizioni igieniche ottimali specie nei reparti degli ospedali con maggiore rischio per i pazienti.

Nelle strutture sanitarie, quindi, gli impianti di climatizzazione devono rappresentare lo stato dell’arte non solo in fatto di tecnologia e risparmio energetico, ma anche per la garanzia della qualità dell’aria.

In generale, gli impianti HVAC si occupano di controllare in tutto o in parte i seguenti parametri:

  • temperatura dell’aria;
  • umidità assoluta o umidità relativa, con valori che possono variare in funzione della destinazione d’uso dell’ambiente;
  • portata minima di aria esterna;
  • sovrappressione di un ambiente rispetto all’esterno e/o ad ambienti limitrofi (con una leggera sovrappressione si impedisce l’ingresso di aria insalubre);
  • concentrazione dei contaminanti sotto forma di particolato o di natura chimica presenti nell’aria esterna e/o prodotti all’interno degli ambienti;
  • presenza di virus e batteri nell’aria esterna e all’interno degli ambienti.

Se nei reparti degli ospedali “critici” si utilizzano particolari sistemi per rispondere a tutte le specifiche esigenze di sicurezza e salubrità, per la climatizzazione delle aree di degenza e delle RSA sono particolarmente indicati i consolidati sistemi del tipo a “espansione diretta” VRF Variant Refrigerant Flow (sistemi a fluido di refrigerante variabile), sistemi reversibili in grado di riscaldare e raffrescare costituiti da una unità esterna, da unità interne (a parete, a cassetta, a pavimento-soffitto o canalizzate), da tubazioni in rame per la distribuzione frigorifera e da sistemi di controllo.Sono possibili configurazioni anche con un numero elevato di unità interne (i cosiddetti “split”).


A differenza dei sistemi idronici (in cui lo scambio di calore tra ambiente e refrigerante avviene tramite acqua), nei sistemi VRF il fluido refrigerante, un gas con particolari caratteristiche, scorre nei tubi di distribuzione scambiando direttamente calore con l’aria da climatizzare.

L’evaporazione del refrigerante in raffrescamento e la condensazione in riscaldamento avvengono direttamente nell’ambiente da climatizzare attraverso le batterie di scambio poste nell’unità interna.


Il sistema utilizza un compressore inverter per modulare la portata di refrigerante da inviare alle unità interne, aumentando l’efficienza complessiva.

 

La tecnologia dei sistemi VFR è affidabile e consente un utilizzo flessibile.


Questi sono i principali vantaggi:

  • maggiore rendimento ed elevati livelli di efficienza grazie all’assenza di un fluido di scambio;
  • modularità con possibilità di espansione;
  • velocità di installazione;
  • corretto funzionamento anche con condizioni climatiche esterne estreme (condizionamento con temperatura esterna fino a 50°C e riscaldamento con temperature esterne fino a -20°C);
  • assenza di centrali termiche e di necessità di collegamento con la rete del gas;
  • nessuna canna fumaria o emissione di fumo;
  • nessun rischio di perdita di acqua;
  • nessun rischio di congelamento delle tubazioni anche in caso di inutilizzo prolungato dell’impianto in estate.

I sistemi VRF funzionano secondo il normale principio della pompa di calore (che recupera energia termica dalla sorgete più fredda), ma sono configurabili con dispositivi per il recupero di calore, che permettono di riscaldare e raffrescare simultaneamente locali diversi assicurando un risparmio di energia primaria che può arrivare al 30%.

Queste configurazioni rispondono molto bene alle esigenze termiche di strutture che devono creare condizioni ambientali differenti nelle varie zone dell’edificio, per esempio in edifici vetrati con esposizione nord-sud oppure ospedali, RSA e strutture ricettive che devono climatizzare in modo differenziato le varie zone adibite a differenti servizi.