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20 marzo 2020  |  a cura di Industriale Viessmann  |  condividi con

Come leggere la bolletta del gas, ecco le istruzioni per le imprese

20 marzo 2020
Sopravvivenza Energetica, Efficienza Energetica

Proprio come accade per l’energia elettrica, anche la bolletta del gas è di difficile lettura. Vi spieghiamo quali sono le componenti fisse e variabili che concorrono al costo finale.

Il gas rappresenta, insieme all’energia elettrica, un costo gestionale importante per molte Piccole e Medie Imprese italiane, comprese le attività manifatturiere e commerciali, i ristoranti, i bar e gli alberghi. Si tratta di costi che è possibile contenere sia tenendo sotto controllo i consumi (e installando tecnologie più efficienti per la produzione di calore), sia scegliendo un contratto business sul mercato libero particolarmente indicato per le proprie esigenze.

Per compiere una scelta ponderata tra le varie offerte, tuttavia, è necessario conoscere come sono strutturate le varie voci della bolletta del gas che, proprio come nel caso dell’elettricità, non è di semplice lettura. Senza dimenticare che solo una parte dei costi per l’utente finale è imputabile direttamente al gas consumato (tra il 40 e il 50% del totale), mentre la restante parte è dovuta ad altri elementi tra i quali le tasse, alcuni conteggiati come componente fissa, altri proporzionali ai consumi.

Dopo aver spiegato come leggere la bolletta elettrica, affrontiamo quindi ora quella del gas, spiegando come si compone la spesa finale.

La prima parte della bolletta del gas contiene le informazioni relative al contratto e il riepilogo di letture e consumi.
Tra le informazioni ci sono il codice cliente (o numero utenza), il Punto di Consegna (PDC), ossia dove la rete di trasporto principale si connette a quella della distribuzione presso le utenze, il Punto di Riconsegna (PDR) che indica la posizione fisica del contatore dove avviene la consegna del gas al cliente, la tipologia di contratto (mercato libero o tutelato), il consumo annuo in Standard metri cubi (Smc, l’unità di misura utilizzata per la fatturazione), il totale da pagare.
Il dato sui consumi annui è importante per poter scegliere l’offerta gas più conveniente sul mercato.

In seguito, la bolletta del gas presenta il dettaglio degli importi fatturati, ed è a questo punto che bisogna capire di cosa si tratta. Qui sotto spieghiamo il significato delle voci presenti.

Spesa per la materia gas naturale

Si tratta della voce di costo più importante sia in termini assoluti sia perché è quella che consente di confrontare le offerte dei differenti fornitori.
Gli importi fatturati sono relativi alle varie attività svolte dal venditore per fornire il gas al cliente finale e sono comprese voci variabili calcolate in base ai consumi e componenti fisse.
Nel dettaglio, sono inclusi:
  • costi della materia prima gas, ossia i costi di acquisto da parte dei fornitori che si applicano al gas consumato in euro/Smc; Il presso non varia al crescere dei consumi ma può variare in base alle diverse località del territorio nazionale;
  • oneri di carattere generale in base ai consumi;
  • costi di gestione commerciale e di servizi per la vendita al dettaglio, distinti in una quota fissa euro/anno e in una quota variabile in base ai sui consumi in euro /Smc.

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Spesa per il trasporto del gas e per la gestione del contatore

È una tariffa aggiornata trimestralmente che serve per pagare il trasporto del gas nei gasdotti, lo stoccaggio e la distribuzione nella rete fino all’utente finale; il costo è ripartito in una quota fissa in euro/mese e quota variabile in base ai consumi. Queste tariffe sono uguali per tutti i fornitori.

Spesa per gli oneri di sistema

Costi aggiornati periodicamente dall’Autorità che coprono attività di interesse generale per il sistema gas, come (l’incentivazione al miglioramento della qualità del servizio e il bonus gas), pagati da tutti i clienti finali business e domestici; anche in questo caso è presente una quota fissa e una variabile.

Imposte e IVA

Comprendono:
  • l’accisa che si applica al gas consumato (distinta in quattro scaglioni di consumi differenti);
  • l’imposta sul valore aggiunto del 22% calcolata sul totale della bolletta (alcuni settori, come le aziende agricole, le imprese estrattive e quelle che utilizzano il gas nella produzione di energia elettrica e nella produzione combinata di energia e calore, godono di IVA agevolata al 10%);
  • l’addizionale regionale (ove presente) che si applica, come l’accisa, sul gas consumato e che è variabile in base alla Regione.

Altre partite

È una voce presente solo nel caso in cui ci siano particolari addebiti o accrediti (interessi di mora, ricalcoli restituzione/addebito del deposito cauzionale, i contributi di allacciamento). 

È importante sottolineare che al crescere dei consumi il costo unitario complessivo che si paga per un metro cubo di gas consumato diminuisce, perché si abbatte l’incidenza delle varie componenti fisse. Inoltre, le imprese caratterizzate da alti consumi di gas possono negoziare con i fornitori contratti personalizzati con condizioni più convenienti.

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