10 gennaio 2020  |  a cura di Industriale Viessmann  |  condividi con

L’auto elettrica è la scelta migliore per abbattere le emissioni

10 gennaio 2020
Mobilità elettrica

Anche considerando la CO2 emessa per la produzione della batteria, l’auto elettrica vince la gara della sostenibilità. Se l’elettricità è generata da rinnovabili il vantaggio aumenta.

Il tema del reale vantaggio dell’auto elettrica per l’ambiente, rispetto a un’auto a combustione interna, non è scontato come potrebbe sembrare.
Se da un lato risulta evidente il beneficio in termini di emissioni allo scarico (che sono nulle nel caso dei mezzi a batteria), dall’altro è ben più complicato confrontare il reale impatto sull’inquinamento calcolando le emissioni di CO2 lungo tutto il ciclo di vita dei veicoli.

Lo Smart Mobility Report del Politecnico di Milano ha preso in esame questo aspetto, arrivando alla conclusione che l’auto elettrica è in ogni caso più amica dell’ambiente, generando nel ciclo di vita una quantità di emissioni di anidride carbonica inferiore rispetto ai veicoli tradizionali. Tuttavia, il beneficio ambientale apportato dalla e-mobility cambia in maniera considerevole al variare di alcune condizioni.

Per arrivare a questi risultati lo studio ha sviluppato un apposito modello di simulazione che considera cinque fattori da cui dipendono le emissioni complessive di un veicolo : componenti, produzione , vendita, utilizzo e fine vita.

auto elettrica emissioni CO2

A partire da queste condizioni sono stati elaborati 16 scenari, che hanno preso in considerazione diverse combinazioni di segmenti di appartenenza dei veicoli (A, B, C, D) e il luogo di produzione della batteria e del veicolo stesso (Cina, Germania, Italia, Usa).

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Tra i cinque fattori considerati, un impatto molto significativo sul totale delle emissioni generate da un veicolo è associato alla fase di utilizzo, ossia al “carburante”.
Per le auto a combustione interna questo elemento costituisce tra il 75% e l’88% del totale delle emissioni di CO2 nel ciclo di vita, mentre per un’auto elettrica il contributo varia da circa il 40% a oltre il 65%. Su questa forbice di valori gioca un ruolo molto importante la fonte energetica con cui è generata l’energia elettrica che alimenta il veicolo.
Nel caso di alimentazione del veicolo con energia elettrica generata da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, le emissioni dell’auto elettrica nel ciclo di vita si assesteranno quindi sui livelli più bassi dell’intervallo.
La differenza che intercorre tra le emissioni associate alla fase di utilizzo dei veicoli a batteria rispetto a quelli a combustione compensa abbondantemente la CO2 associata alla produzione della batteria, nonostante essa abbia un peso importante in termini di emissioni per i veicoli elettrici (tra il 35 e il 55% del totale relativo alle fasi di realizzazione del veicolo, con un’incidenza crescente al crescere del segmento).

comparazione

Lo studio del Politecnico indica che le emissioni di CO2 lungo il ciclo di vita, per entrambe le tipologie di veicoli, dipendono in maniera rilevante dalla localizzazione geografica della filiera di produzione. Sia per i veicoli elettrici che per quelli a combustione interna, lo scenario peggiore, dal punto di vista dell’inquinamento generato, è quello in cui la produzione della batteria e l’assemblaggio del veicolo avvengono in Cina, soprattutto a causa del mix di fonti utilizzate per la produzione di energia (non dimentichiamo che in Cina l’energia elettrica dipende ancora per il 70% dal carbone).
Il caso migliore, invece, è quello in cui la filiera a monte del veicolo e al 100% italiana, con tutti i componenti prodotti e assemblati nel nostro Paese.
Passando dalla filiera cinese a quella italiana, il “risparmio” di anidride carbonica si aggira attorno al 30% per i veicoli elettrici, mentre è del 15% per i veicoli a combustione interna.
Per i veicoli elettrici c’è un ampio margine di miglioramento delle emissioni nella fase di utilizzo, legato a una potenziale maggiore penetrazione delle fonti di energia rinnovabile nel mix di generazione di elettricità.

Per saperne di più leggi:  GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA ENERGETICA DELLE AZIENDE

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