13 novembre 2018  |  a cura di Francesco Zaramella  |  condividi con

Perché conviene investire nel fotovoltaico aziendale

13 novembre 2018
Altro, Fotovoltaico

Anche senza incentivi diretti, i costi sempre più bassi delle installazioni rendono conveniente installare il fotovoltaico, soprattutto se l’energia è auto-consumata. Ancora sfruttabile il super ammortamento.

Produrre autonomamente energia significa favorire l’indipendenza dalle forniture energetiche, risparmiando. Se l’energia che si produce arriva da fonti rinnovabili ed ecosostenibili come il fotovoltaico, si ottiene anche un valore aggiunto che aumenta la “reputazione” di un’azienda.

Per ogni MWh prodotto tramite il fotovoltaico, invece che con impianti a fonti fossili, si evita l’emissione di 536 kg di CO2. Lo sviluppo del fotovoltaico italiano è legato in larga parte ai generosi incentivi diretti statali (il cosiddetto “Conto Energia”, che premiava l’immissione in rete dell’elettricità) che oggi non esistono più.

Anche senza incentivi, tuttavia, l’investimento in pannelli resta una buona opportunità soprattutto se l’energia è auto-consumata.
Per le aziende, l’auto-consumo è particolarmente consigliabile, e facilmente ottenibile, perché le ore lavorative coincidono con il picco produttivo degli impianti; inoltre, nelle ore centrali della giornata oggi l'energia sul mercato elettrico costa meno, proprio perché in quella fascia oraria c'è l'apporto crescente e concorrenziale del fotovoltaico, quindi la sua vendita risulta in genere meno conveniente dell’auto-consumo.
I costi per l’installazione di un impianto fotovoltaico, inoltre, negli ultimi anni sono scesi nettamente; esistono infine agevolazioni sfruttabili ancora per qualche tempo (ne parliamo in seguito).

I numeri del fotovoltaico

Secondo i dati del GSE (Gestore dei Servizi energetici) a fine 2017 risultavano in esercizio in Italia 774.014 impianti fotovoltaici, per una potenza installata di 19.682 MW (+414 MW rispetto a fine 2016), che nel 2017 hanno prodotto 24,4 GWh di elettricità, in crescita del 10,4% rispetto al 2016.

Dei 24.377 GWh prodotti in Italia nel 2017:

  • il 52% è stato generato dal settore industriale (comprese le grandi centrali fotovoltaiche per la vendita dell’energia), 
  • il 21% dal settore terziario,
  • il 14% dal domestico
  • il 13% dal settore agricolo.

Il settore industriale è anche quello con i maggiori auto-consumi in valore assoluto (con l’auto-consumo l'energia elettrica è utilizzata nel luogo di produzione senza essere immessa nella rete di trasmissione o di distribuzione).
In generale, questa pratica continua a crescere perché è aumentata la sua convenienza, tanto che nel 2017 la sua quota è stata pari al 20% della produzione fotovoltaica complessiva.

Installare un impianto fotovoltaico: facciamo due conti

Ogni modulo fotovoltaico orientato nel modo corretto, ossia, per l’Italia, verso sud e con un’inclinazione di 30-35 gradi, genera dai 1.000 ai 1.500 kWh per kW di potenza installata, a seconda dell’irraggiamento che caratterizza la zona geografica.
Un impianto è in grado di produrre elettricità per circa 20-25 anni, se si effettua una manutenzione regolare.

Esistono due tipologie di pannelli: quelli in silicio monocristallino o policristallino e i pannelli a film sottile, che utilizzano silicio amorfo o altri materiali su supporti rigidi o flessibili come il vetro, la plastica o la lamiera. Questi ultimi hanno rendimenti più bassi rispetto al silicio policristallino, ma consentono una maggiore versatilità di utilizzo architettonico.

Ogni kW installato richiede uno spazio netto di circa 8-10 mq per moduli a silicio cristallino complanari alle coperture degli edifici; occorre invece uno spazio maggiore per moduli disposti in più file su superfici piane.

Secondo i dati riportati dalla società di consulenza Althesys, il costo di realizzazione di un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni è passato dai 1.250 euro/kW del 2013 ai 756 nel 2017.
Oggi, quindi, un impianto con potenza superiore ai 50 kW di potenza, può costare in media meno di 50.000 euro. Il prezzo dei soli pannelli, in particolare, nel 2016 è arrivato a valere il 20% rispetto al 2011 (0,48 euro/W contro 2,5).

Leggi la case history:  Energia elettrica gratuita presso Corsinplast srl di Chiuduno (BG) grazie all'impianto fotovoltaico industriale.

Gli incentivi per il fotovoltaico a disposizione delle imprese

Come abbiamo detto, in Italia non esistono più incentivi ad accesso diretto che premiano l’elettricità immessa in rete prodotta con il fotovoltaico. Per le aziende esiste però il super-ammortamento del 130% destinato ai beni strumentali, che permette di maggiorare del 30% i costi deducibili ai fini dell’ammortamento fiscale.
Il super-ammortamento è stato introdotto con la legge di bilancio 2016 ed è valido per tutto il 2018, ma è prorogato fino al giugno 2019 a condizione che l’ordine dell’impianto sia stato concluso entro il 2018.

Si attende inoltre l’approvazione definitiva del Decreto Rinnovabili, che per il fotovoltaico riguarda gli impianti superiori a 20 kW di potenza che non possono accedere alle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione edilizia di cui godono gli impianti ad uso domestico. Per accedere all’agevolazione (una tariffa incentivante) il meccanismo prevede dei registri di iscrizione per gli impianti fino a 1 MW e delle aste al ribasso (sul prezzo dell’elettricità) per quelli più grandi. Il Decreto prevede anche un premio per gli impianti realizzati in sostituzione di coperture in amianto, che sarà assegnato non solo sull’energia immessa in rete, ma anche su quella auto-consumata.

Per saperne di più leggi: GUIDA AGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI NELLE IMPRESE

 

Guida Agevolazioni 2018

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