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30 marzo 2021  |  a cura di Industriale Viessmann  |  condividi con

L’Ecobonus vale anche per tutti gli immobili delle imprese

30 marzo 2021
Incentivi, Efficienza Energetica

Non solo edifici residenziali: la detrazione fiscale al 50 o 65% per gli interventi di efficientamento energetico è sfruttabile anche per gli immobili strumentali, merce e patrimonio posseduti o detenuti dalle imprese.

Quando si parla di incentivi per l’efficienza energetica in edilizia si è portati a pensare immediatamente alle abitazioni residenziali. Ma anche per le imprese esiste la possibilità di riqualificare i propri immobili sfruttando importanti strumenti di sostegno economico per realizzare gli interventi.
L’Ecobonus, che è stato prorogato dall’ultima Legge di Bilancio per tutto il 2021, è una di queste misure. A differenza del Superbonus 110% che è riservato essenzialmente agli edifici di tipo residenziale e ai condomini, l’Ecobonus è infatti utilizzabile anche dalle imprese relativamente agli immobili posseduti o detenuti, indipendentemente dalla destinazione d’uso.

Il fatto che gli edifici in possesso delle imprese potessero o meno accedere all’Ecobonus è stato dibattuto per molto tempo, ma la Risoluzione 34/2020 dell’Agenzia delle Entrate dello scorso giugno sembra aver definitivamente chiarito la questione. In particolare, il documento afferma chiaramente che, fermo restando il rispetto delle altre condizioni previste per l’agevolazione (ad esempio, l’edificio deve essere esistente), possono accedere alla detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica, di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge n. 296 del 2006 (e successive proroghe e modificazioni) i contribuenti che conseguono un reddito d’impresa senza limitazioni sul tipo di soggetto, il quale può essere quindi costituito da persone fisiche, titolari e non di reddito di impresa, ma anche da società di persone e di capitali.

Inoltre, ed è questo il dato rilevante, la detrazione spetta ai titolari di reddito d’impresa che effettuano interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione degli stessi immobili.

In sostanza, possono beneficiare delle detrazioni previste dall’Ecobonus tutti i seguenti edifici:

  • immobili strumentali: fabbricati che hanno come unico impiego quello di essere “direttamente utilizzati” nell’espletamento di attività tipicamente imprenditoriali;
  • immobili merce: i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, ivi inclusi quelli riqualificati e venduti;
  • immobili patrimonio: fabbricati che non sono né strumentali né merce, ma costituiscono un investimento per l’impresa.

Per spiegare la sua presa di posizione, l’Agenzia delle Entrate fa riferimento a quanto ha affermato la Corte di Cassazione in alcune sentenze precedenti. Lo scopo finale della normativa, osserva la Cassazione, “consiste nell’intento d’incentivare gli interventi di miglioramento energetico dell’intero patrimonio immobiliare nazionale, in funzione della tutela dell’interesse pubblico ad un generalizzato risparmio energetico”. Lo stesso principio e le stesse regole valgono anche per gli interventi agevolabili con il Sismabonus.

Ricordiamo in sintesi quali sono le spese portabili in detrazione con l’Ecobonus fino alla fine del 2021, con le relative aliquote: 

Ecobonus imprese

Vale la pena fare una piccola precisazione anche sul Bonus Ristrutturazioni, chiamato anche Bonus Casa. In questo caso a sgombrare il campo dai dubbi è l’articolo 5 del TUIR. Esso stabilisce che tale detrazione è rivolta esclusivamente ai soggetti IRPEF, ovvero alle persone fisiche e alle microimprese (SS, SNC, SAS), in relazione ad immobili ad uso residenziale e a immobili che ricadono comunque in ambito privatistico, quindi non rientranti fra i beni strumentali o merce. Le agevolazioni relative al Bonus Ristrutturazioni non sono applicabili alle società soggette a tassazione IRES (SRL, SRLS, SPA) a prescindere dalla tipologia di immobili.
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