17 aprile 2019  |  a cura di Industriale Viessmann  |  condividi con

I vantaggi della cogenerazione per la Pubblica Amministrazione

17 aprile 2019
Amministrazione Pubblica

Centri sportivi, uffici, ospedali, edifici residenziali e scolastici, reti di teleriscaldamento: sono tutti ambiti che possono sfruttare in modo proficuo un impianto cogenerativo, risparmiando combustibile e accedendo agli incentivi.

Tra i settori che possono trarre più vantaggi dalla cogenerazione c’è la Pubblica Amministrazione, le cui utenze sono caratterizzate da un profilo di consumo particolarmente adatto per l’utilizzo di questi impianti che consentono di rendersi autosufficienti, almeno in parte, nella produzione di energia elettrica e termica.
La convenienza dell’investimento è data dall’incremento di efficienza energetica e dalla possibilità di accedere, nel caso di CAR (Cogenerazione ad alto rendimento), a incentivi economici.

Come funziona la cogenerazione

Cogenerazione significa generazione combinata di energia elettrica e termica, processi che normalmente avvengono tramite impianti separati.
Grazie a questa tecnologia, il rendimento di un impianto arriva all’87% , rispetto alla quantità di energia primaria immessa.

Energia Separata

Confronto tra cogenerazione e produzione separata dell’energia.

Esistono diverse tecnologie di cogenerazione, la cui scelta dipende dalle caratteristiche dell’utenza in termini di fabbisogno di calore e di elettricità.
Nell’ambito della PA le tecnologie più indicate sono quelle che sfruttano un motore a combustione interna o una microturbina a gas.
In genere si tratta di impianti di piccola taglia (microcogenerazione o piccola cogenerazione, inferiore ai 1.000 kW di potenza), a eccezione di grandi ospedali o altri grandi complessi alimentati da un’unica centrale termica.
I cogeneratori di piccola taglia possono essere utilizzati per coprire il fabbisogno energetico di base mantenendoli in esercizio sempre alla potenza nominale, consentendo di conseguire maggiori rendimenti energetici, e di conseguenza maggiori risparmi.

Per funzionare nel modo più efficiente, infatti, un cogeneratore deve essere dimensionato in modo tale che la potenza termica nominale possa essere assorbita in modo continuativo e costante nel tempo, come la parte elettrica, evitandone la cessione alla rete.

Se sono richieste potenze maggiori, è consigliabile installare più microcogeneratori in soluzione modulare, in modo da tenerli in esercizio al carico nominale.

È possibile utilizzare il calore prodotto dal cogeneratore anche per raffrescare gli ambienti tramite gruppi frigoriferi ad assorbimento, che producono energia frigorifera sotto forma di acqua fredda utilizzando acqua calda in ingresso. Si parla, in questo caso, di trigenerazione, una tecnologia che permette di sfruttare a pieno regime l’impianto anche nella stagione estiva.

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Le utenze della PA indicate per la cogenerazione

Centri sportivi, edifici residenziali, uffici, residenze sanitarie, edifici scolastici, reti di teleriscaldamento: sono tutte utenze della PA particolarmente indicate per l’utilizzo della cogenerazione. Vediamo perché.

Centri sportivi:

oltre alla climatizzazione invernale, richiedono calore gli spogliatoi e le saune e per il riscaldamento delle piscine interne ed esterne. Il periodo di funzionamento in cogenerazione può arrivare a coprire l’interno anno solare. Durante il periodo estivo, inoltre, abbinando gruppi frigoriferi ad assorbimento l’impianto può funzionare in trigenerazione raffrescando gli ambienti. In genere nei centri sportivi vengono impiagati cogeneratori con motori a combustione interna inferiori a 100 kW di potenza.

Edifici adibiti a uffici:

si tratta di un ambito ideale per la possibilità di utilizzare il calore sia per la climatizzazione invernale sia per quella estiva, tramite trigenerazione. Il parco installato di cogeneratori negli uffici è costituito nella quasi totalità dei casi da motori a combustione interna a gas naturale, con capacità comprese da 100 kW e 1 MW.

Ospedali e case di cura:

rappresentano utenze di grande interesse per la cogenerazione, essendo caratterizzate da elevati carichi elettrici e termici in tutti i periodi dell’anno e continuativamente nell’arco della giornata. Il calore è richiesto sia sotto forma di acqua calda (per riscaldamento, raffrescamento e usi sanitari) sia come vapore (per umidificazione e sterilizzazione nelle cucine). Anche l’energia elettrica prodotta viene di norma totalmente autoconsumata.

Edilizia residenziale:

rappresenta una possibile utenza per la cogenerazione in quanto, oltre alla climatizzazione invernale, richiede energia termica per l’acqua calda sanitaria. Il periodo di funzionamento può quini arrivare a coprire l’intero anno solare.

Edifici scolastici:

la contemporaneità della richiesta di calore ed energia elettrica ne fa un’utenza adatta per la cogenerazione. L’energia termica cogenerata sotto forma di acqua calda viene impiegata nella climatizzazione degli ambienti e per la produzione di ACS. Nei periodi in cui il calore non è richiesto, ossia durante l’estate, il cogeneratore non viene utilizzato perché le scuole sono chiuse.
I cogeneratori utilizzati nelle scuole sono generalmente di piccola taglia, non superiore ai 150 kW. Impianti di potenza maggiore possono servire diversi edifici pubblici, grazie a piccole reti di distribuzione del calore.

Reti di teleriscaldamento:

l’installazione di impianti di cogenerazione abbinati a reti di teleriscaldamento, che erogano riscaldamento e ACS a più utenze sul territorio, è una pratica piuttosto diffusa, soprattutto nel Nord Italia. Negli ultimi anni si sfa diffondendo l’impiego delle reti anche per la climatizzazione estiva, che sfrutta gruppi frigoriferi a compressione o ad assorbimento. A differenza delle altre utenze della PA, nel caso delle unità cogenerative abbinate a reti di teleriscaldamento non è sempre presente una significativa richiesta di energia elettrica, che viene quindi prevalentemente esportata sulla rete pubblica.

Cogenerazione ad alto rendimento e incentivi e economici

La normativa prevede per gli impianti CAR (cogenerazione ad alto rendimento) l’accesso a una serie di benefici, primo tra tutti i Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), previsti dal DM 5 settembre 2011.
Per ogni tonnellata equivalente di petrolio risparmiata viene riconosciuto dallo Stato un TEE, il cui prezzo è stabilito sullo specifico mercato gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME). Con potenze superiori o uguali a 1 MW, un’unità di cogenerazione viene definita ad “alto rendimento” se, rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e termica, la produzione combinata apporta un risparmio di energia primaria superiore al 10%.

 

Risparmio Tonnellate Petrolio Equivalenti [TEP]

85,55

N° Titoli di Efficienza Energetica [TEE]

 119,77
Valore unitario “Certificati bianchi” [€/TEE]

 200 €
Valore annuo [€]

 23.954 €

Valore complessivo in 10 anni [€]

239.540 €

Esempio: contributo derivante dai certificati bianchi con l’utilizzo di un cogeneratore con potenze: 140kWel e 200 kWt. Il valore del contributo è soggettivo e varia in funzione del profilo di utilizzo del cogeneratore.

 

Per poter accedere ai benefici è necessario che il funzionamento in CAR sia certificato dal GSE (Gestore dei servizi energetici) nell’ambito di un procedimento annuale di riconoscimento definito “valutazione a consuntivo”.
La PA può presentare richiesta tramite soggetti contrattualmente responsabili dell’impianto CAR (come le ESCO, Energy Service Company) oppure direttamente in qualità di soggetto titolare dell’impianto.

Le unità riconosciute dal GSE come CAR, inoltre, hanno diritto ad altri benefici:
  • priorità di dispacciamento dell’energia elettrica;
  • semplificazioni per la connessione alla rete pubblica;
  • accesso al servizio di Scambio sul posto (per potenze inferiori a 200 kW);
  • premio FER, ossia possibilità accesso a tariffe maggiorate per le unità di cogenerazione alimentate a biomassa (non cumulabile con i Certificati Bianchi).

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