21 febbraio 2019  |  a cura di Industriale Viessmann  |  condividi con

Contenere i consumi per l’acqua calda sanitaria: una priorità per gli hotel

21 febbraio 2019
Alberghiero

Per le strutture alberghiere, dopo l’elettricità, l’acqua calda sanitaria è il principale utilizzo energetico. Ecco le soluzioni per consumare meno, dal solare termico alle pompe di calore

La quantità di energia consumata dagli alberghi per la preparazione dall’acqua calda sanitaria (ACS) è ingente: dopo l’elettricità si tratta del consumo più importante, prima del riscaldamento.
L'indagine di RSE/2009/162 (Caratterizzazione energetica del settore alberghiero in Italia) evidenzia infatti che la domanda specifica di energia per riscaldamento varia da 2,5 MWh a 3,5 MWh per stanza l’anno, mentre la richiesta di energia per l’acqua calda sanitaria varia da 3,8 a 4,4 MWh.

Bisogna tenere presente che, mentre le esigenze di riscaldamento sono di carattere stagionale (in inverno), la richiesta di acqua calda negli hotel avviene durante tutto l’anno, in modo particolare nei picchi di alta stagione.
Inoltre, le abitudini cambiano quando le persone si trovano in una stanza d’albergo, rispetto al comportamento all’interno delle mura domestiche, tanto che se l’ACS incide per il 20-25% sui consumi termici nel residenziale, in ambito alberghiero tale percentuale sale al 55-60%.

Ecco quali accorgimenti e soluzioni tecnologiche si possono adottare per contenere i consumi legati al fabbisogno di acqua calda sanitaria.

Risparmio idrico

Non tutti pensano al fatto che risparmiare sui consumi idrici consente anche di diminuire il fabbisogno per il riscaldamento dell’acqua.
Eppure, sistemi come regolatori di flusso, e soffioni a basso consumo portano a risparmiare fino al 50% di acqua, con un evidente beneficio ambientale (un normale soffione per la doccia eroga circa 15 litri di acqua al minuto) e con un conseguente analogo risparmio sull’energia necessaria per riscaldarla.

L’installazione di questi dispositivi è economica e richiede poco sforzo, potendo avvenire durante le usuali operazioni di controllo di soffioni e rubinetti (come quelli per il rischio di legionella).

Qualche anno fa, grazie al progetto DocciaLight finanziato nell’ambito del meccanismo dei Titoli di efficienza energetica, gli alberghi associati a Federalberghi della provincia di Roma hanno installato erogatori per doccia a basso flusso, determinando a un risparmio giornaliero di 20.000 m3 di acqua.

Solare termico

Il solare termico è il metodo di sfruttamento di energia pulita rinnovabile più utilizzato per produrre acqua calda sanitaria e come integrazione al riscaldamento.
La sua adozione consente di ridurre i costi per l’ACS del 50%, e, nella stagione estiva, rende spesso superflua l’accensione della caldaia.

Molti alberghi italiani sono già dotati di impianti solari termici, utili anche per il riscaldamento delle piscine, ma la loro diffusione potrebbe estendersi alla quasi totalità delle strutture ricettive, perché in Italia l’irraggiamento consente di avere buoni rendimenti anche al nord.

Un pannello solare termico produce circa da 400 a 600 kWh/m2/anno, a seconda dell’ubicazione, consentendo un ritorno dell’investimento anche in un paio di anni.

Le prestazioni dipendono dalla tecnologia del pannello, per cui è necessario valutare bene la scelta, oltre che il corretto dimensionamento dell’impianto. In particolare, esistono due tipologie di pannelli:

  • piani vetrati, caratterizzati da un buon rapporto costi/benefici e un buon rendimento termico quanto le temperature richieste non sono molto elevate, come nel caso della produzione di acqua calda sanitaria, di elementi radianti a pavimento o per il riscaldamento delle piscine;
  • sottovuoto, più costosi ma con un rendimento più alto grazie alle basse dispersioni di energia, sono indicati particolarmente per località a bassa insolazione oppure quando sono richieste elevate temperature.
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Caldaie a condensazione

Per quanto riguarda i generatori di calore a combustibile, la prima misura da valutare è la sostituzione della caldaia, che rappresenta il sistema utilizzato dalla maggior parte degli alberghi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

Nel caso di generatori particolarmente datati (più di 15 anni), oltre alla minore efficienza degli apparecchi bisogna considerare i maggiori costi per la manutenzione ordinaria e straordinaria.

La scelta può ricadere sulle caldaie a condensazione a gas che apportano un risparmio energetico del 30%, grazie al recupero del calore dai fumi di scarico che viene utilizzato per preriscaldare l’acqua di ritorno in caldaia.

Le potenze oggi in commercio per questa tipologia di generatori, consentono di soddisfare, da sole o in combinazione, il fabbisogno energetico di strutture ricettive di qualsiasi dimensione.

Si può valutare anche l’adozione di un generatore di calore a biomassa (legna, cippato o pellet), se si vuole ridurre la dipendenza da fonti fossili, specialmente se si ha la possibilità si sfruttare biomassa a filiera corta.

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