Viessmann
11 febbraio 2019  |  a cura di Industriale Viessmann  |  condividi con

Come ridurre i consumi di elettricità negli alberghi

11 febbraio 2019
Alberghiero

La bolletta elettrica nelle strutture alberghiere è una voce di costo molto importante. Ecco le soluzioni per ridurne l’impatto, dall’auto-produzione di elettricità all’illuminazione a basso consumo.

Fabbisogno e spesa energetica delle strutture alberghiere

Negli alberghi spesso non esiste una chiara percezione dei consumi energetici, nemmeno quando sono rilevanti, e nonostante le bollette continuino a crescere.
Questo vale soprattutto per l’elettricità che per le strutture alberghiere rappresenta un vettore energetico fondamentale (insieme al calore per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria).
Se i consumi elettrici valgono il 43% di quelli complessivi, i costi dell’elettricità possono però superare il 60% del computo totale (le stime, riportate nel grafico sottostante, sono di Rse ed Enea).

Fabbisogno_energetico_strutture _alberghiere

Costo_energetico_strutture_alberghiere

L’Indice del costo dell’energia nel terziario di Confcommercio riferito al quarto trimestre del 2018 (grafico sottostante), indica che ormai la spesa annua per il profilo medio di un albergo è superiore a 60.000 euro l’anno, con un amento di otre 4.300 euro rispetto al trimestre precedente, in buona parte a causa del continuo rialzo delle quotazioni dei beni energetici primari.
Per avere un’idea di quanto può incidere l’elettricità in questo settore basta pensare che il rapporto tra i consumi giornalieri in albergo, calcolati in kWh/presenza, e quelli domestici è di 10 a 1.

Costo energia nel terziario

Rse, nello studio “Caratterizzazione energetica del settore alberghiero in Italia” stima che il consumo di elettricità negli hotel sia compreso, come valori minimo/massimo, tra 5 a 11 MWh per stanza l’anno. Tale valore è influenzato da fattori come la zona climatica dove è situato l’albergo, la stagionalità e i servizi offerti.

La ripartizione dei consumi di elettricità indica che:

  • circa la metà del fabbisogno (45%) è imputabile al sistema di illuminazione;
  • il secondo utilizzo elettrico è legato all’ aria condizionata (26%)
  • seguito dalla cucina (11,5%);
  • dalla ventilazione (10%);
  • e dall’insieme Tv+frigobar (5%).

Per ultimo vi sono gli utilizzi elettrici di lavastoviglie e uffici. Se nella struttura sono presenti più ascensori, anche questi hanno un consumo non trascurabile.

Le soluzioni per fare efficienza energetica

Vediamo, quindi, quali interventi possono effettuare gli energy manager o gli amministratori delle strutture alberghiere per migliorare l’efficienza energetica delle proprie strutture, partendo dalle soluzioni per auto-produrre l’energia.

  • Cogenerazione/trigenerazione. Un modo molto efficiente di autoprodurre l’energia consumata da un hotel è l’installazione di un cogeneratore, che consente la contemporanea produzione di energia elettrica e di calore per il riscaldamento. Abbinando un chiller, si passa alla trigenerazione, che permette di sfruttare il calore prodotto dal generatore elettrico per produrre energia frigorifera nei mesi caldi per la climatizzazione. I risparmi energetici sono del 30%.
euro-hand-200px
  • Fotovoltaico. L’installazione di un impianto fotovoltaico dotato di accumulatori consente di autoprodurre parte dell’energia elettrica richiesta dall’hotel, con notevoli risparmi in bolletta. Ogni kW installato richiede uno spazio di circa 8-10 mq per moduli complanari alle coperture; se si dispone, oltre al tetto, di coperture delle pensiline del parcheggio, la superficie disponibile consente di installare una potenza più che adeguata. In più, l’utilizzo di energie rinnovabili rende l’hotel eco-sostenibile, a vantaggio dell’ambiente e dell’immagine “green” della struttura.

  • Sostituzione del vecchio generatore con una nuova caldaia a condensazione. Le caldaie a condensazione, generalmente a gas (ma esistono anche a gasolio) sfruttano il calore dei fumi di combustione: i fumi vengono raffreddati attraverso uno scambiatore di calore e quando la temperatura scende sotto il punto di rugiada, il vapore acqueo contenuto si condensa liberando il cosiddetto calore latente, che viene recuperato e utilizzato per pre-riscaldare l’acqua che rientra in caldaia. Ormai diventate uno standard per il riscaldamento domestico, esistono modelli murali di grande potenza (fino a 150 kW e oltre, se utilizzate in cascata). Consentono di ridurre i consumi per il riscaldamento del 30% e riducono la quantità di CO2, di monossido di carbonio e di ossidi di azoto emessi in atmosfera.

  • Installazione di lampade a Led in sostituzione di quelle tradizionali. Una lampada da 100 W a incandescenza fornisce la luminosità di una a fluorescenza da 20 W o di una a Led da 13 W. Con la tecnologia a Led i consumi si riducono con un intervallo che può variare dal 50 al 90%, mentre la vita utile di queste lampadine è di circa 20 anni. Il costo iniziale è più alto, ma si ripaga in poco tempo (anche un anno).

  • Sensori di presenza. Sono utilizzati per attivare/disattivare l’illuminazione e gli impianti di climatizzazione e consentono una riduzione dei consumi delle lampade dal 40 al 60%, con un tempo di ritorno dell’investimento di 1-2 anni. Possono affiancare o sostituire le tecnologie basate su card per l’attivazione e spegnimento automatico dei sistemi.

  • Installazione di multiprese intelligenti, che consentono di spegnere automaticamente gli apparecchi in modalità di stand-by. I consumi legati allo stand-by possono arrivare a 15-20 euro/anno per camera. Anche in questo caso, il tempo di ritorno è valutato è uno o due anni.

  • Ottimizzazione dei consumi degli ascensori. Un ascensore di un grande hotel medio-consuma circa 11.500 kWh/anno (dati Anea, Agenzia Napoletana Energia e Ambiente). È consigliabile l’installazione di inverter (permettono di variare la velocità di rotazione di un motore elettrico aumentando o diminuendo la frequenza) per ridurre i consumi nella fase di sollevamento, di motogeneratori (che producono energia elettrica durante la fase di discesa) e di uno smart system control che consenta di ridurre i consumi durante gli stand-by.

  • Installazione di regolatori a portata variabile dell’aria per la climatizzazione mediante l’installazione di inverter che regolano la velocità del ventilatore. Il trattamento di una portata d’aria ridotta consente notevoli risparmi energetici.

E' stato interessante?

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi i nuovi articoli