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31 gennaio 2019  |  a cura di Marco Rossi  |  condividi con

Gli incentivi fiscali 2019 per chi investe in efficienza energetica

31 gennaio 2019
Normative e Agevolazioni, Altro

Prorogate le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici. Sparisce il super ammortamento ma restano l’iper ammortamento e la Nuova Sabatini.

La Legge di bilancio 2019 (Legge 145/2018 entrata in vigore il primo gennaio 2019) ha confermato in gran parte le agevolazioni fiscali già previste lo scorso anno in tema di efficienza energetica e di sviluppo delle imprese, introducendo però alcune novità. Riassumiamo, quindi, gli sgravi fiscali a disposizione delle imprese che nel 2019 decidono di investire in soluzioni e tecnologie per il risparmio energetico.

Detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici

Si tratta del cosiddetto Ecobonus, le cui agevolazioni sono state prorogate con poche modifiche fino al 31 gennaio 2019. L'agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef (privati) o dall' Ires (imprese) del 50% o del 65% delle spese sostenute, in 10 rate annuali di pari importo, per interventi che aumentano le prestazioni energetiche degli edifici o di parti di edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale. L’ammontare massimo della detrazione varia da 30.000 a 100.000 euro in funzione del tipo di intervento.

Quali interventi beneficiano delle detrazioni 2019:

serramenti e infissi detrazione 50%
schermature solari detrazione 50%
caldaie a biomassa detrazione 50%
caldaie a condensazione classe A detrazione 50%
caldaie a condensazione classe A con sistema di termoregolazione evoluto detrazione 65%
pannelli solari per la produzione di acqua calda detrazione 65%
pompe di calore (anche scalda acqua) detrazione 65%
coibentazione involucro edilizio opaco detrazione 65%
micro-cogeneratori detrazione 65%
altre tipologie di impianti in sostituzione di quelli esistenti (generatori d’aria calda a condensazione, apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione) detrazione 65%
sistemi di building automation detrazione 65%

 

Restano confermate, fino al 31 dicembre 2021, anche le detrazioni del 70% e del 75% per gli interventi di tipo condominiale (in alcuni casi la detrazione è portata all’80 e all’85%).

Super e iper ammortamento

La manovra 2019 ha modificato anche le misure fiscali per lo sviluppo per le imprese.

In particolare, non è stato riconfermato il super ammortamento, una misura introdotta per incentivare le imprese a investire in beni strumentali “tradizionali” nuovi grazie alla possibilità di maggiorare il costo dei beni acquisiti del 30% (era il 40% nel 2017) e potere così contare su quote di ammortamento maggiori. Si potrà fruire della maggiorazione del 30% solo fino al 30 giugno 2019, ma a condizione che l’ordine dei beni acquistati sia stato effettuato entro il 31 dicembre 2018 e che sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del valore.

La nuova legge di bilancio ha prorogato, invece, l’iper ammortamento, una misura introdotta nel 2016 che punta a favorire i processi di trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave “Industria 4.0”, sempre con una maggiorazione del costo dell’investimento detraibile.

Tale disposizione è stata prorogata con alcune novità: al posto di una sola aliquota di maggiorazione (era del 150%) ne vengono infatti introdotte tre che premiano di più gli investimenti di taglia minore, secondo questi scaglioni incrementali:

  • 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro;
  • 40% per beni immateriali (software, sistemi per l’e-commerce e servizi digitali); questa l’agevolazione è previsto solo per le aziende che investono anche in beni materiali.

Oltre i 20 milioni di euro la maggiorazione non si applica.

Un esempio: se un’azienda acquista beni per un milione di euro dal 1 gennaio fino al 31 dicembre 2019, può imputare come costo per l’impresa 2.700.000 euro.

La misura riguarda anche gli investimenti in “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”.

Relativamente ai beni immateriali, invece sono coinvolti “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica”.

I beni oggetto di investimento devono essere destinati a strutture produttive situate in Italia.

Gli investimenti agevolabili devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2019, oppure entro il 31 dicembre 2020 se l’ordine di acquisto viene accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2019 e sia avvenuto il pagamento di almeno il 20% del costo.

L’iper ammortamento è cumulabile sia con la mini Ires, ossia la riduzione di 9 punti percentuali dell’Ires sugli utili reinvestiti in beni strumentali e nuove assunzioni, sia con le agevolazioni della Nuova Sabatini (si veda qui sotto).

La Nuova Sabatini

La manovra ha rifinanziato con 480 milioni di euro la Nuova Sabatini, misura che agevola l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature ad uso produttivo, e hardware, software e tecnologie digitali.

Per il 2019 sono stanziati 48 milioni, dal 2020 al 2023 vengono stanziati annualmente 96 milioni, e altri 48 per il 2024.
Tali fondi saranno utilizzati inizialmente per soddisfare le richieste delle imprese rimaste in sospeso nel 2018 e, solo successivamente, per garantire la riapertura dello sportello per la presentazione di nuove domande.

Le agevolazioni consistono nella concessione di finanziamenti da parte di banche e intermediari finanziari (l’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario).

Il finanziamento dev'essere:

  • di durata non superiore a 5 anni,
  • di importo compreso tra 20mila euro e 2 milioni,
  • e potrà godere anche di un contributo da parte del Ministero dello Sviluppo economico rapportato agli interessi sui finanziamenti.

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